giovedì 3 ottobre 2013

Quanto costa costruire il Duomo? «Solo» 250 milioni Cinque milioni per la Madonnina - corriere.it

Una premessa: vale molto, ma molto di più. E non è solo questione di soldi. Ci sono di mezzo i sentimenti che, si sa, sono senza prezzo. Comprare il Duomo? Quanto costerebbe? Qualcuno, ottant’anni fa, aveva fatto un preventivo. Le guglie tot, l’altare idem. Senza nessuna pretesa scientifica, giusto per avere un’idea del valore della cattedrale. Abbiamo provato a rifarlo oggi. La cifra non sempre spropositata, 250 milioni, come comprarsi mille Ferrari... ai quali, però, andrebbero aggiunti il valore artistico, la manodopera e altri parametri che renderebbero questa opera d’arte assolutamente fuori mercato.

«Dieci milioni e mezzo di lire per la Madonnina, 400 mila per ciascuna delle 135 guglie, venti milioni per il tesoro antico e gli arredi sacri, sei milioni per i dodici altari contro le pareti...» questo l’incipit dell’articolo del Corriere ai tempi della Seconda Guerra. Pur in tempi di globalizzazione imperante, che coinvolge anche i simboli della città (leggi Indonesiana Inter), il nostro Duomo non sarà mai in vendita. Eppure c’è stato chi ne ha ipotizzato il costo, seppur in modo «alquanto arbitrario e approssimativo». Nel 1941 il cronista del Corriere si prese l’insolito compito - avvalendosi comunque della specifica competenza di Adolfo Zacchi, architetto della Veneranda Fabbrica - di calcolare il valore della cattedrale. Partendo dalla superficie: 6.000 lire al metro (in pieno centro...) per 11.300 metri quadrati significava oltre 67 milioni. Poi l’edificio, fondazioni, piloni, capitelli ecc., quello che in gergo tecnico si chiama - scriveva il nostro - «calcolare vuoto per pieno».

Tutto a 1.800 lire al metro cubo, e i metri cubi indicati, seguendo il libro, non sempre preciso nelle cifre, di Carlo Romussi sul Duomo, erano 411.800. Totale 741 milioni e rotti. Altri 66 milioni venivano dalle 3.300 statue, costo medio 20 mila lire. E ancora: 3,4 milioni per le 5 porte della facciata, 15 milioni per le 45 vetrate maggiori, stessa cifra per la cripta e la tomba di san Carlo, di cui vita e miracoli valevano - nei 60 quadri a lui dedicati - altri 3 milioni. L’altar maggiore e il due altari dei capicroce non superavano i 5 milioni. A 4,5 milioni erano i sette organi con le loro grandi custodie e a 2,5 milioni i due pulpiti. «Il Duomo non è ancora e non sarà mai da vendere né da comprare - concludeva il cronista il suo curioso inventario - comunque oggi il suo costo supererebbe il miliardo»