giovedì 20 marzo 2014

Immobiliare: Fimaa Milano, richieste solo location Top -ilghirlandaio.com

Chi può spendere, vuole solo location ''al top''. Gli altri, seppure in zone centralissime, non sono piu' disposti a pagare cifre esorbitanti e cosi' le quotazioni scendono. I valori delle buonuscite nelle principali vie di Milano sono stati aggiornati da Fimaa Milano, la Federazione Italiana Agenti Immobiliari, e Il Ghirlandaio ha avuto in anteprima i dati relativi alle nuove rilevazioni. Un argomento, quello delle buonuscite, che ha acceso molte polemiche soprattutto negli ultimi mesi, con i cambiamenti che hanno interessato la Galleria Vittorio Emanuele: con i passaggi, cioe', dei rami d'azienda dell'Argenteria Bernasconi (acquisita da Versace per quindici milioni di euro) e del Cravattificio Zadi, passato invece nelle mani di Armani per oltre 7 milioni di euro. Cessioni milionarie che, pero', poco rispecchiano i reali valori di quei locali. Nel ''Salotto'' di Milano, infatti, rileva Il Ghirlandaio, il costo di una buonuscita per un'azienda con negozio di due o tre vetrine (proprio come l'Argenteria Bernasconi) e' tra 1,5 e 3 milioni di euro: inferiore a quello di corso Vittorio Emanuele e di via Montenapoleone, dov'è compreso tra i 2 e i 6 milioni, e molto simile a quello di via della Spiga (tra 1,5 e 2,5 milioni di euro). ''Negli ultimi due anni queste cifre sono rimaste pressoche' identiche'' ha spiegato al Ghirlandaio Giovanni Larini, coordinatore nazionale del ''Listino prezzi delle aziende'' edito da Fimaa.

 ''La vera novita' e', al contrario, il forte calo di corso Venezia, dove le quotazioni sono scese di oltre il 50%'': due anni fa erano tra i 500 mila euro e i 2 milioni, oggi sono la metà. Il motivo e' che tutti cercano di concentrarsi nelle vie più importanti e, per essere presenti nel vero cuore commerciale della città, cioè la Galleria, i nuovi inquilini sono disposti a spendere molto di più: ''E' una questione di immagine, ed e' paragonabile quindi a un investimento pubblicitario nei giornali più famosi'', fa notare Larini. Quando un nuovo marchio ha deciso di entrare nel Salotto di Milano, insomma, l'offerta di cifre cosi' alte e' un mezzo per incentivare il potenziale venditore, che magari non aveva alcuna intenzione di vendere. Tutte le altre aziende, che subentrano invece in posti comunque prestigiosi ma di minore visibilità, non accettano più, come avveniva in passato, di pagare cifre non corrispondenti alla realtà. 

Diverso discorso, invece, per gli affitti, che non hanno subito cali: e' ancora corso Vittorio Emanuele a presentare le quotazioni maggiori, con cifre che oscillano tra i tremila e i quattromila euro annui al metro quadrato. Seguono via Montenapoleone (fra 2.000 e 3.000), via della Spiga corso Venezia (entrambe fra 1.500 e 3.000 euro) e solo al quinto posto Galleria Vittorio Emanuele (1.200/ 2.000), pressappoco come via Manzoni e via Dante.

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