martedì 1 aprile 2014

Il crowdfunding come forma di investimento nell’immobiliare? -linkiesta.it




Dice Wikipedia che il crowdfunding è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. È una pratica di micro-finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse.
Siti come Kickstarter sono il trampolino di lancio per la realizzazione di film, per la creazione di prodotti di elettronica avanzata o meno, ma anche semplici prestiti per l’associazionismo. L’ultimo caso più eclatante è stato l’acquisizione da parte di Facebook di Oculus VR, start up che aveva mosso i primi passi proprio su Kickstarter. Anche il settore immobiliare può trarne ispirazione per un nuovo modello di finanziamento?
Il crowdfunding come futura forma di investimento nell immobiliare?
È notizia di poche ore fa che la start up statunitense Realty Mogul ha raccolto 9 milioni di dollari da una serie di finanziatori, portando il suo finanziamento totale a 10 milioni di dollari. Fondata dalla 27enne Jilliene Helman un anno fa, la società è unmarketplace online che offre la possibilità di investire nel settore immobiliare a persone accreditate di redditi di almeno 200mila dollari l’anno, o che siano in possesso di un patrimonio personale di almeno 1 milione di dollari. Questo perché negli Stati Uniti il settore è regolato dalla Sec, la Consob americana, che pone questi paletti per non esporre al rischio i risparmiatori.
L’azienda seleziona, attraverso una serie di partnership con società immobiliari, investimenti di alta qualità, offrendo poi sul sito tutta una serie di informazioni sia sui progetti che sui proponenti. I membri (attualmente 6.000) attraverso il sito, dopo aver selezionato un investimento, impegneranno i loro soldi - il minimo è di 5.000 dollari - solamente se il progetto risulterà completamente finanziato. In tal caso otterranno aggiornamenti regolari sullo sviluppo, o sulla gestione della proprietà su cui hanno investito, ricevendo la parte spettante dei canoni di locazione a cui hanno diritto, con ritorni stimati intorno al 7-10%.
Finora, stando ai dati riportati dal sito sono stati raccolti e investiti 14,6 milioni di dollari, in progetti per un valore di 104,2 milioni di dollari, con investimenti in 14 stati e in 58 proprietà, tra cui un centro commerciale, condomini e villette singole.
A una prima battuta il crowdfunding immobiliare potrebbe non sembrare nulla di speciale. Dopo tutto i club d’investimento non sono una novità, l’aspetto innovativo invece può riassumersi nella possibilità di attrarre più investitori potenziali e vendere quote di proprietà che costano solo poche migliaia di euro, invece di raccogliere centinaia di migliaia di euro da poche persone.
Il problema in Italia è legato in primis allo sviluppo di un reale mercato per la raccolta fondi tramite internet, con piattaforme e modelli di business che sappiano muoversi all’interno del tracciato dettato a luglio 2013 dal regolamento della Consob. Difatti per ogni progetto, almeno il 5% di quanto offerto dovrà essere sottoscritto da investitori professionali, fondazioni bancarie o incubatori. Le persone fisiche, se vorranno investire più di 500 euro, saranno sottoposte alla verifica sull’adeguata conoscenza degli strumenti da sottoscrivere, come da direttiva Mifid, così come succede quando si comprano azioni in Borsa o si acquistano quote di un fondo di investimento.
Ma allora quali sono le possibilità concrete di usare il crwodfunding per l’immobiliare? Certamente oggi che il canale bancario non riesce più a sostenere il settore, questo nuovo strumento potrebbe configurarsi come un sistema d’appoggio, ma solamente per progetti realmente innovativi e non calati dall’alto. La domanda è quindi un’altra: se è vero che comunque gli italiani sono innamorati del mattone, ci saranno operatori in grado di proporre progetti innovativi?
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