venerdì 4 aprile 2014

Salvatore ci insegna che per accettare le diversità bisogna innamorarsi della nuova terra come della propria donna -di Giorgia Perbellini per Luxury&Tourism


Oggi ho il piacere di farvi conoscere la storia di Salvatore, che da 5 anni ha deciso di far diventare la Thailandia la sua nuova casa, pur continuando la stessa attività lavorativa.
Da quanto tempo vivi in Thailandia? Hai sempre abitato in Italia prima?

Vivo in Thailandia dal 2009 ed è la mia prima esperienza da residente all'estero, anche se ho avuto la possibilità di girare molto tra Cina, Russia, Brasile Stati Uniti.

Di cosa ti occupavi in Italia e di cosa ti occupi ora?

Ho iniziato nel 1995 come agente immobiliare e ad oggi svolgo ancora la stessa professione.

Lavorativamente parlando, quali sono le differenze maggiori che caratterizzano il sistema thailandese rispetto al nostro?

Innanzitutto gli aspetti burocratici sono molto più veloci rispetto all’Italia, e questo per quanto riguarda tutti i settori.  In Thailandia è sufficiente aprire una Company ovvero una società, attivare le licenze necessarie, munirsi di permesso di lavoro e cominciare a lavorare: il tutto con tempi di realizzazione di 60 giorni, e con un costo indicativo intorno ai 1.500 euro. Questa cifra in Italia forse non basta nemmeno per pagare la parcella notarile.

Hai notato negli anni un aumento degli italiani che si trasferiscono lì?

Si negli ultimi anni c’è stato un aumento di italiani che si sono trasferiti in Thailandia. Personalmente ricevo molte e-mail di famiglie che mi chiedono informazioni per come fare e cosa fare per potersi trasferire, e questo è dovuto sicuramente al momento di grande sofferenza che sta attraversando l’Italia.

Quali sono le motivazioni più forti che spingono l'italiano a scegliere proprio la Thailandia per viverci o per fare un investimento immobiliare?

Le motivazioni sono simili a tutti gli altri Paesi esotici dove la vita costa ancora poco. Chi arriva qui per la prima volta resta affascinato dagli scenari paradisiaci che trova, dal clima tropicale per 12 mesi , dalle bellissime spiagge, e soprattutto dal costo della vita molto basso. Credo che l'idea di poter aprire un'attività propria a cifre irrisorie possa ridare speranza a chi nel proprio Paese non ce la fa più a vivere dignitosamente.

Quali sono stati, secondo la tua esperienza, gli aspetti culturali più difficili da accettare?

La parola "accettazione" è la chiave di tutto. E' un po' come nella vita di coppia: finche c’è amore i difetti si accettano senza dare peso e senza farci troppo caso.
Io amo la Thailandia e pertanto non riesco ad essere molto obiettivo, pero mi rendo conto che per un occidentale non è semplice vivere qui se non si ha una certa apertura mentale. 

La Thailandia veniva chiamata la terra "dove il tempo non ha tempo", perchè è molto facile perderne la cognizione. Anche la quotidianità sembra voler confermare questa teoria: negozi e centri commerciali sono aperti tutti i giorni 24 h, molto diverso dalle nostre abitudini. Non esiste il sabato sera o la domenica, giornata in cui ci si riposa o in cui ci si dedica alla famiglia e agli amici; qui ogni sera è buona per uscire in compagnia. Inoltre c'è da considerare l’aspetto lavorativo sul quale i thailandesi peccano un pochino. Nessuno si ammazza di lavoro ma anzi diciamo che non è la priorità assoluta nella vita.

In Italia a seguito della crisi economica stiamo assistendo a una "fuga di cervelli" sempre più massiccia. Quali prospettive hanno invece i giovani thailandesi una volta terminati gli studi?

Qui ci sono diverse possibilità, sicuramente chi può permettersi di studiare perché viene da una famiglia agiata non avrà difficoltà a trovare occupazione oppure avviare un business.

Per indole i giovani thailandesi, pur essendo curiosi di conoscere altre culture, sono molto nazionalisti e vedono il loro futuro in patria. Molti di loro partono per fare esperienza all'estero ma poi tornano e si costruiscono qui la carriera. C'è un forte senso di patriottismo, dovuto anche alla monarchia e alla figura del Re.

Se pensi al futuro, dove ti vedi tra dieci anni?

Mi vedo sicuramente qui in Thailandia, mi piacerebbe conoscere e vivere anche in altre città, ma sempre in questa meravigliosa terra.


di Giorgia Perbellini per Luxury&Tourism