giovedì 6 giugno 2013

Boom di immobili in vendita, crollano i prezzi: ma nessuno li vuole - Il Resto del Carlino



In città le case messe sul mercato aumentano del 10%, le compravendite effettuate diminuiscono del 20%. In calo anche gli importi degli affitti
Bologna, 6 giugno 2013 - A Bologna città le case messe sul mercato aumentano del 10%, ma le compravendite effettuate diminuiscono del 20% con una riduzione dei prezzi del 6,8%. E’ la fotografia scattata dall’Osservatorio immobiliare presentato oggi, nella cappella Farnese di Palazzo D’Accursio, dalla Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip) di Bologna e provincia.
In base ai risultati dello studio, che prende in esame le contrattazioni effettivamente concluse nel secondo semestre 2012, per vendere un immobile ci vogliono in media otto o nove mesi. Su 100 compravendite, 60 vengono compiute ricorrendo a finanziamenti che mediamente coprono il 55% del prezzo di transazione, mentre il tempo medio per l’estinzione di un mutuo è di 25 anni. Nel raffronto tra 2012 e 2011, il calo dei prezzi oscilla dal -5,34% relativo agli immobili nuovi o integralmente ristrutturati al -8,23% di quelli da ristrutturare.
Dati che confermano una tendenza in atto ormai da diversi anni: un immobile che nel 2006 aveva un valore simbolico di 1.000 euro, oggi verrebbe venduto a 844,51 euro. Passando agli affitti, i canoni appaiono in calo per tutte le tipologie di appartamento (-4,72% per monolocali e bilocali, -3,35% per gli immobili con tre o quattro vani e -3,29% per quelli dai cinque vani in su), per una riduzione media del 3,79%.
Aumentano, nel contempo, sia gli immobili offerti (+6%) che il numero delle transazioni (+5%).

Per quanto riguarda il resto della provincia, l’Osservatorio riporta valori riferiti alla media di quelli rilevati nei Comuni di Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Imola, San Lazzaro di Savena e Zola Predosa. Gli andamenti risultano molto simili a quelli registrati nel capoluogo. Il calo dei prezzi di vendita oscilla dal -4,51% relativo agli immobili nuovi o integralmente ristrutturati al -8,89% di quelli da ristrutturare, per una media del -6,98%.
Anche in questo caso aumentano le case messe in vendita (+9%), ma diminuiscono le transazioni (-21%). Sul fronte degli affitti, i canoni scendono in media del 7,20% (-6,72% per monolocali e bilocali, -7,29% per gli immobili con tre o quattro vani e -7,57% per quelli dai cinque vani in su), mentre aumentano sia gli immobili offerti (+8,5%) che il numero delle transazioni (+6%).
Commentando i dati, da un lato si riscontra “un mercato ai limiti della stagnazione”, come afferma Laura Clò, responsabile del comitato tecnico che ha stilato l’Osservatorio. Dall’altro lato, “possiamo ripartire con un certo ottimismo”, afferma il segretario regionale della Fiaip, Stefano Rambaldi: “La voglia di acquisto ci sarebbe anche”, servirebbe pero’ che “le banche ricominciassero a dare un po’ di soldi alla gente”. Una volta “toccato il fondo”, aggiunge Luigi Amedeo Melegari, presidente dell’Anci, in effetti va stimolato “un ottimismo che come imprese vogliamo rilanciare”.
Elisabetta Brunelli Monzani, presidente dell’Ape di Bologna, ribadisce che i tempi richiesti per gli sfratti sono eccessivamente lunghi e sottolinea, tra le altre problematiche, “l’impossibilità di accedere al credito”. Al convegno partecipa anche Galeazzo Bignami, consigliere regionale del Pdl, che si sofferma sull’Imu: di fatto “e’ una tassa sui debiti contratti”, dunque una “follia” che risulta “più odiosa di ogni forma di patrimoniale”.
Serve una “cura shock che per un anno o un anno e mezzo preveda l’uso della spesa pubblica per far ripartire l’attività privata”, è l’appello del presidente nazionale della Fiaip, Paolo Righi, assicurando che “se riparte il settore immobiliare, riparte l’Italia”. Di certo, “non basta la crisi a mettere in discussione i valori della nostra Federazione - sottolinea il presidente regionale Gian Battista Baccarini - l’etica lavorativa che contraddistingue la nostra missione, la volonta’ di crescere come professionisti per trasformare una societa’ che vorremmo lasciare ai nostri figli migliore di come la viviamo adesso”. In questo contesto, l’Osservatorio si conferma “un punto di riferimento qualificato ed autorevole per tutti gli operatori”, conclude il presidente della Fiaip di Bologna, Massimo Bortolotti.