giovedì 6 giugno 2013

Mutui ancora in calo: per Crif domanda giù a maggio (-12%) di Emiliano Sgambato - Il Sole 24 Ore


Ancora un calo a due cifre per la domanda di mutui: a maggio le richieste di finanziamento delle famiglie al vaglio delle banche sono il 12% in meno rispetto allo stesso mese di un anno fa. Nessun segno di risalita, quindi, dopo il crollo del 2012. I dati dell'ultimo barometro Crif – anticipato a Casa24 Plus – evidenziano che il calo si somma ai numeri già molto negativi del 2012: nei primi 5 mesi dell'anno scorso la diminuzione delle domande è stata infatti del 45%, a cui si aggiunge il -11% del corrispondente periodo 2013. Un trend indicativo, «perché si tratta – spiegano da Crif – dei dati relativi a istruttorie formalmente presentate dalle famiglie italiane alle aziende di credito, quindi non di semplici richieste di informazioni o ricerche sui comparatori di offerte online».
La contrazione del mercato del credito è considerata dagli operatori una tra le principali cause dello stallo dell'immobiliare che, dopo aver lasciato sul campo una compravendita su 4 nel 2012, calando sotto i 450mila scambi come non succedeva dagli anni 80, non cambia segno nemmeno nel I trimestre di quest'anno: secondo i dati diffusi martedì dall'agenzia delle Entrate, la transazioni sono scese di un altro 14,2%. Solo un vero cambiamento delle condizioni macroeconomiche, un forte shock negativo sul fronte dei prezzi o, al limite, interventi di sostegno pubblici potrebbero sbloccare lo scenario.
La scarsa domanda è con ogni probabilità dovuta a una combinazione di fattori: da un lato la crisi e la minor profittabilità dell'investimento immobiliare (aspettative ribassiste sui prezzi e tassazione in aumento) non aiutano a spingere la richiesta di finanziamento; dall'altro le elevate barriere all'ingresso poste dalle banche (criteri d'accesso più selettivi e spread elevati) scoraggiano il tentativo di accedere a un finanziamento. «Negli ultimi due anni – commenta Simone Capecchi, direttore Sales&marketing di Crif – le famiglie italiane hanno assunto un diverso atteggiamento rispetto all'investimento immobiliare e, di conseguenza, verso i mutui. Considerando la perdurante incertezza economica, molti italiani preferiscono non appesantire il bilancio familiare e sembrano adottare una sorta di autocensura preventiva, rinviando l'acquisto o rivolgendosi alla cerchia familiare o amicale, nel timore di non riuscire a pagare regolarmente i finanziamenti accesi».
Il trend è registrato anche dall'agenzia delle Entrate, che rileva come solo il 37% degli acquisti 2012 sia stato assistito da un mutuo. Una prudenza che trova conferma nella diminuzione dell'importo medio richiesto: secondo Crif, 127.646 euro nei primi 5 mesi 2013, contro i 131.397 euro del 2012. Quasi un mutuo su tre è richiesto per importi tra i 100 e i 150mila euro, uno su quattro è sotto i 75mila e solo il 3,2% supera i 300mila. Infine la durata: il 28,5% delle domande prevede rimborsi tra i 25 e i 30 anni, poco più dell'11% è sotto i 10 anni e il 38,7% è tra i 10 e i 20 anni.