mercoledì 18 settembre 2013

Immobili commerciali, gli investitori tornano in Italia e Spagna di Elysa Fazzino - Il Sole 24 Ore


Gli investitori in proprietà immobiliari si fanno più baldanzosi e tornano in Italia e Spagna. IlWall Street Journal segnala che i compratori di immobili commerciali "allargano la caccia in Europa" e, per trovare rendimenti più alti, vanno in cerca di real estate di prim'ordine nei Paesi europei economicamente in difficoltà che un anno fa "erano lasciati ai più avventurosi".
Quest'anno due grandi compagnie d'assicurazione sono tornate in Italia e in Spagna, segno che i manager dei grandi fondi cominciano a essere "più a loro agio nel cercare affari" in questi Paesi. In giugno Axa Real Estate ha acquistato due palazzi di uffici a Milano e un portafoglio di 13 palazzi a Barcellona dal governo catalano per 172 milioni di euro (non comprava in Spagna dal 2008). Durante l'estate Allianz Real Estate ha investito in due palazzi di uffici in Italia, uno a Milano e uno a Roma.
I rendimenti degli uffici di prima qualità sono del 5,1% a Milano e del 5,3% a Roma, secondo Jones Lang LaSalle, mentre sono del 6,75% a Barcellona e del 6,2% a Madrid.
La Deutsche Asset & Wealth Management – fa sapere il Wsj - ha scritto in una nota di avere aggiunto gli investimenti "nei mercati primari della periferia dell'eurozona" alle proprie raccomandazioni per l'anno prossimo, aggiungendo che entro il 2015 gli investitori pronti a un rischio aggiuntivo dovrebbero cominciare a programmare il loro ritorno ai mercati più forti di Italia e Spagna. Secondo la società di management, il retail italiano avrà prestazioni migliori di quello spagnolo, mentre il mercato degli uffici di Madrid supererà gli altri delle zone d'Europa finanziariamente più problematiche.
Il volume delle transazioni di immobili commerciali in Europa ha raggiunto 66,3 miliardi di euro nella prima metà dell'anno, il semestre migliore dal 2008. Secondo la società di consulenza Cushman & Wakefield, questo è dovuto in parte al fatto che gli investitori hanno ampliato i loro criteri: comprano anche in città secondarie e mostrano interesse non solo per uffici o retail, ma anche per showroom d'auto, strutture di assistenza sanitaria, spazi logistici, alloggi per studenti, retail regionale e hotel low-cost.
Tra le città secondarie che hanno registrato un aumento degli acquisti nella prima metà dell'anno, rispetto allo stesso periodo del 2012, vi sono Amburgo e Hannover in Germania, Lione e Nizza in Francia, Leeds, Milton Keynes e Liverpool in Gran Bretagna.
Gli investitori puntano ai rendimenti più alti disponibili in quei mercati. "Rendimenti più alti – ricorda il Wsj – possono rappresentare la percezione di maggiore rischio". Per esempio, in Francia, i rendimenti degli uffici di prim'ordine a Lione sono del 5,65% contro il 4,5% a Parigi. La Deutsche Asset & Wealth Management ha avvisato i suoi clienti in una nota che "la finestra per trarre vantaggio delle località secondarie nel Nord-Ovest dell'Europa non resterà aperta indefinitamente".