mercoledì 18 settembre 2013

Prezzi degli immobili da record in Cina. Timore di una nuova bolla speculativa. - international business time


Nel mese di agosto, i prezzi degli immobili residenziali in Cina hanno continuato a crescere, nonostante gli sforzi  passati del Governo nel raffreddare un mercato immobiliare così  rovente. L'aumento si è registrato in particolar modo nelle principali città, quali Pechino, Shangai e Shenzhen, dove l'incremento si aggira attorno al 18-19%, in accelerazione rispetto ai mesi precedenti. A livello nazionale, i prezzi delle case sono cresciuti dell'8,3% su base annua, rispetto al 7,5% registrato nello scorso luglio. È il quarto mese consecutivo che si registrano incrementi così importanti.
Reuters
Una banconota cinese da 100 yuan su cui è rappresentato Mao Zedong
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Il forte aumento dei prezzi immobiliari nelle grandi città è l'ultima prova di una ripresa a pieno titolo del mercato immobiliare, dopo esser stato soffocato dalle misure di inasprimento messe in atto dal Governo agli inizio dell'anno, al fine di risollevare l'economia locale.
Tra gli investitori, ma soprattutto tra gli analisti, aleggia un clima di tensione e preoccupazione sulla possibilità che il mercato immobiliare incappi in una terribile e pericolosa bolla speculativa. Sperano quindi in un intervento immediato del Governo centrale al fine di rallentare l'ascesa dei prezzi.
Secondo i dati del National Bureau of Statistics cinese, gli aumenti dei prezzi medi delle città di "primo livello" sono stai del 18-20%, quelli delle città di "secondo livello" sono stai del 7-10%, mentre quelli delle città di "terzo livello" sono stati solo del 6%. Liu Jianwei, analista del centro statistico, commenta i dati, attirando l'attenzione sulla "forte divergenza di trend registrata nel Paese".
Da imputare al forte aumento dei prezzi è sicuramente lo sforzo che il Governo sta compiendo al fine di vendere terreni, che rappresenterebbe una fonte di maggiori entrate per le casse statali, nonché alla difficoltà del Governo di controllare i prezzi a seguito di un forte incremento della domanda di beni immobili, considerati da sempre, e ora più che mai, un sicuro investimento.
Tuttavia, bisogna tenere presente che l'insediamento del nuovo Governo è avvenuto nel marzo 2013. Pertanto la nuova leadership cinese ha tollerato l'aumento dei prezzi degli immobili perché la prima preoccupazione che è stata costretta ad affrontare è stata la costruzione di basi solide su cui lanciare la ripresa dell'economia cinese. Secondo gli analisti, sono state proprio la mancata attenzione agli immobili e le preoccupazioni della ripresa, a dare agli investitori la fiducia necessaria per inondare di nuovo il mercato immobiliare. "Ora che la crescita economica è ripresa ed è destinata a raggiungere l'obiettivo del 7,5% nel 2013, riteniamo che la priorità del Governo sia quella di dedicarsi al contenimento dei rischi finanziari e del prezzo degli immobili", afferma Zhang Zhiwei, economista della banca giapponese Nomura Holdings Inc.
Prossimo passo di Pechino, dunque, è quello di tenere a freno il mercato immobiliare, garantendo, da un lato, l'attuazione ed il rispetto dei programmi di restrizione sull'acquisto delle case, e attuando, dall'altra, una politica economica che sappia dare le giuste indicazioni alle banche che erogano i mutui per l'acquisito della prima casa.