sabato 27 aprile 2013

Cina e Sud America: così cambiano gli investimenti nel real estate secondo un rapporto Ipd di Teresa Potenza


(Il Ghirlandaio) Milano, 24 apr. - Portafogli multi asset e trasparenza, guadagni ma a patto che si conosca molto bene il territorio e poi investimenti in nuovi mercati come Asia e Sud America. Queste alcune delle “regole” da seguire nel mercato immobiliare, emerse durante il seminario milanese “Il mercato immobiliare italiano nel contesto internazionale”, organizzato dalla società Ipd.
Il real estate da solo, insomma, non basta più. Colpa della crisi, ma anche inevitabile risultato di un modo nuovo di investire. L'immobiliare è quindi ormai solo uno degli asset di investimento e va calato in una serie di opzioni, affiancato cioè da altre categorie: ecco perché il portafoglio dell'investitore diventa multi asset. A oggi in Europa, il real estate occupa il 7% del totale dei portafogli nei 20 Paesi considerati dalla ricerca Ipd, percentuale che in Italia sale all'8%.
Nello specifico, ad andare meglio è stato il mercato residenziale, mentre quello del direzionale ha avuto il rendimento peggiore. Le previsioni sarebbero in generale positive: secondo gli esperti di Ipd la situazione starebbe migliorando anche perché il mercato è ora più positivo: i prossimi tre anni dovrebbero essere davvero diripresa. Ma per recuperare la fiducia, è necessaria tanta trasparenza da parte delle società di investimento.
Quanto alla composizione dei fondi immobiliari real estate oggi, questi sono costituiti per il 50,3% da investimenti nel direzionale, per il 20,5% nel retail, il 9% nell'industriale e il 3,1% nel residenziale. Quasi la metà è allocata al nord ovest, il 26,8% al centro, il 12% al sud e l'11,6% al nord est, mentre solo il 3,5% all'estero. Il rendimento più basso degli ultimi dieci anni si è avuto proprio nell'ultimo semestre del 2012, quando ha toccato il -3,7%.
Ma per il piccolo investitore, che cosa sta cambiando? Per lo più la collocazione geografica degli investimenti: fino a qualche tempo fa era sufficiente allocare le proprie risorse nel centro delle grandi città italiane ed europee, ora bisogna guardare a Paesi la cui situazione garantisca stabilità e costanza nel tempo: non l'Italia quindi, meglio invece Germania Austria, per restare in zona euro. Ancora meglio, però, se si va più lontano, verso i Paesi protagonisti di boom demografici e di modernizzazione: l'Asia, con la Cina in testa, ma anche il Sud America, con Cile e Colombia.
Infine, una curiosa inversione di tendenza: alcuni investitori asiatici stanno inziando a guardare all'Europa, in particolare alla Spagna, dove il mercato immobiliare è calato molto. E cominciano a considerare anche l'Italia, in virtù delle bellezze del Paese. E, considerato anche che il flusso di turisti dall'Asia è in continuo aumento, cercano soprattutto opportunità di investimento nel settore alberghiero, e in particolare l'occasione di entrare nel mercato con costruzioni nuove.