giovedì 25 aprile 2013

H&M fa shopping da Benetton di Paola Dezza - Il Sole 24 Ore


Una lotta all'ultimo rilancio per un deal milionario avrebbe visto sfidarsi di recente a Roma i due più noti colossi dell'abbigliamento low cost.
Alla fine di una trattativa privata tra competitor il gruppo svedese H&M, o meglio una società legata al brand, avrebbe vinto al fotofinish contro il rivale di sempre Inditex e, secondo le indiscrezioni che circolano sul mercato, sarebbe diventata così proprietario dell'ex palazzo dell'Unione Militare di via del Corso – esempio storico di architettura datato 1901 – per una cifra pari a 180 milioni di euro. Nel testa a testa la spagnola Inditex avrebbe frenato la sua offerta a 160 milioni di euro.
A vendere è il gruppo Benetton, che qui avrebbe dovuto aprire uno degli store più importanti.
Due i motivi della scelta: l'offerta, innanzitutto, di tali dimensioni da non potervi rinunciare – il palazzo in realtà non era in vendita – e poi la decisione del gruppo di Ponzano Veneto di puntare negli ultimi anni a negozi di dimensioni più contenute, in genere tra i 400 e i 700 metri quadrati, anche per avere un rapporto più personalizzato con il consumatore. Al momento i negozi Benetton in Italia sono oltre 2mila.
Il palazzo è oggi al centro di una serie di dibattiti vivaci che tengono banco nella Capitale perché è appena stato rivisitato in chiave moderna dall'architetto Massimiliano Fuksas, che lo ha modificato aggiungendo sulla facciata una bolla di vetro che, partendo dal piano terra, esplode poi sul tetto dell'edificio, dove ospiterà un ristorante. Bolla che, secondo alcuni, potrebbe deturpare il panorama dei tetti del centro storico della città Eterna.
Non si sa quando il nuovo spazio, oltre 6mila metri quadrati – solo in parte da adibire a negozio commerciale – verrà inaugurato. E con quale insegna, a questo punto. Molte sono, infatte, le strade aperte. E non è dato sapere nemmeno chi sarà lo chef chiamato a dare lustro al ristorante.
L'operazione è ancora una volta indicativa dell'interesse per il settore degli immobili commerciali nella Capitale, che con Milano da sempre si sfida per accaparrarsi la palma come meta in cima ai desiderata degli investitori. Anche se negli ultimi tempi il segmento degli investimenti in immobili commerciali ha dato segnali di sofferenza. Ma è anche vero che a Roma oggi si concentrano gli interessi di molti investitori stranieri, ultimamente soprattutto cinesi, che starebbero comprando a man bassa proprietà immobiliari, dagli hotel al retail. Il palazzo dell'ex Unione Militare, se non fosse stato acquistato da un potenziale utilizzatore, renderebbe a un investitore almeno il 5%, oltre a conservare l'appeal di una location che non dovrebbe svalutarsi nel breve-medio periodo. L'epicentro dello shopping, soprattutto di lusso, si snoda proprio tra via del Babuino, via Condotti e via del Corso, dove trovano collocazione i marchi più prestigiosi della moda internazionale e dove si sono verificate nell'ultimo anno anche nuove aperture di alto livello.
La difficoltà maggiore nella conclusione dei grandi deal è dovuta alla situazione complicata del mercato del real estate, che ha di fatto ridimensionato i valori del mattone, ai quali però le proprietà non si vogliono adeguare. Ecco che quindi domanda e offerta faticano a trovare un punto di incontro.
Roma però continua a vantare un forte appeal: nel 2012 sono stati otto milioni i visitatori internazionali che vi si sono recati, secondo una recente ricerca della società di consulenza PwC.