sabato 13 aprile 2013

Immobili a New York, i re sono italiani “Fanno incetta di alloggi pagando cash” LA STAMPA.IT maurizio molinari Corrispondente da NEWYORK


Immobili a New York, i re sono italiani “Fanno incetta di alloggi pagando cash”

LA STAMPA.IT

maurizio molinari
Corrispondente da NEWYORK
La Fifth Avenue a Manhattan
 
La broker: “E’ un fenomeno curioso: non vogliono nemmeno vedere gli appartamenti, desiderano solo investire un paio di milioni senza passare attraverso banche e assegni”
maurizio molinari
Corrispondente da NEWYORK
“Gli italiani? Sono i migliori clienti”. Parola di Ivana, broker di Manhattan “con la fortuna di parlare la vostra lingue”, come tiene a precisare. Da poco superati i 43 anni, nipote di immigrati, nata e cresciuta nella Grande Mela, Ivana è un’agente immobiliare impegnata a battersi su mercato più competitivo degli Stati Uniti, dove farsi largo è difficile. “Ma da qualche mese le cose vanno meglio” racconta durante una cena in un ristorante di Midtown “e il merito è degli italiani”. Si tratta di “italiani d’Italia” che descrive così: “Gente apparentemente normale ma facoltosa, vengono per pochi giorni, fanno i turisti a New York per una settimana al massimo e vogliono acquistare appartamenti”. L’essere dei “clienti insoliti” si deve al fatto che “non pagano con assegni o trasferimenti bancari ma hanno liquidi” che “hanno fretta a spendere”. Di quanti soldi stiamo parlando? “Milioni di dollari” risponde Ivana, senza battere ciglio. “Si tratta di persone, o coppie, che vengono con circa 9-10 milioni di dollari ma non vogliono spenderli tutti per un solo appartamento”, chiedono “di acquistarne 2 o 3 con prezzi compresi fra 2 e 4 milioni di dollari l’uno”.

Ivana li incontra, verifica che siano in grado davvero di pagare “cash” e poi si offre di portarli a vedere più appartamenti ma qui “avviene l’altra sorpresa”. Si tratta “del fatto che spesso non vogliono neanche vederli, hanno fretta di concludere e l’unica cosa a cui tengono è che si trovino in aree e palazzi della città dove il valore è destinato a conservarsi” spiega la broker, secondo la quale “mentre in genere un cliente punta ad aumentare l’investimento acquistando casa a New York, gli italiani non vogliono arricchirsi ma puntano solo a proteggere il capitale”. E’ un fenomeno che incuriosisce molto la broker, intenzionata a “comprendere di più questo “trend”, iniziato quasi all’improvviso durante l’estate”.

In un mercato immobiliare dove in genere sono russi e cinesi a disporre di grandi quantità di liquidi, nessuno si aspettava lo sbarco degli italiani. “Non capisco bene cosa sta avvenendo da voi” sottolinea Ivana, soffermandosi su un’altra “cosa curiosa” ovvero il fatto che “si tratta di clienti che tengono le case sfitte”. Anche qui, è un’anomalia in una città dove ogni microappartamento può rendere in affitto migliaia di dollari al mese. “Non ne vogliono sentire di avere affittuari - spiega la donna - perché non vogliono firmare carte, documenti, non desiderano far girare tropo i loro nomi e non hanno alcuna intenzione di aprire conti bancari per ricevere gli affitti”. L’unica preoccupazione è “farmi avere un fondo liquido da cui attingere per pagare le rate del condominio mensile degli appartamenti” fino a spingersi di offrire ai condominii di “pagare l’intera annualità in un’unica rata per togliersi il pensiero”.

Ma se non affittano gli appartamenti acquistati, cosa ne fanno? “Nulla, li lasciano sfitti e vuoti - risponde, accennando un sorriso - con l’eccezione di uno fra questi che arredano in maniera essenziale, acquistando tavolo, letto e divano, quanto necessario per andarci a dormire se tornano in città per pochi giorni”.

Fare operazioni immobiliari per milioni di dollari senza passare attraverso banche e assegni, in una città come New York può evocare il crimine organizzato ma la broker italiana dice che “si tratta di persone normali, gente comune, anche simpatica” che non sembra in alcuna maniera legata a traffici di cosche e clan. “L’impressione è piuttosto di trovarsi davanti a imprenditori con molti fondi, che hanno deciso di disinvestire altrove e vogliono proteggere il capitale negli immobili a New York” mettendo a segno operazioni “semplici, veloci e poco visibili”. Ivana ammette che “a volte ho qualche perplessità a trattare con gente che limita al massimo le tracce legali che lascia” ma in fin dei conti “ciò che conta in un mercato come New York è avere un portafoglio clinti”. E il suo continua a crescere “grazie al tam tam fra italiani”. La domanda inevitabile è quanti appartamenti ha già venduto a clienti italiani. Ivana si schermisce, sorride, non dà un numero preciso ma assicura “sono tanti”. Durante una recente conferenza fra agenti immobiliari, svoltasi a Houston, Ivana ha raccontato quanto le sta avvenendo e un collega le ha suggerito di prospettare ai clienti italiani l’opportunità di investire in Texas “dove il mercato offre affari assai migliori di quelli di New York”. Lei ha tentato di farlo ma senza trovare troppo ascolto. “Niente da fare con il Texas o altri Stati, vogliono solo immobili a Manhattan - conclude - forse perché qui si sentono a casa”.