mercoledì 4 dicembre 2013

Cercasi investitori coraggiosi per una casa infestata -news.immobiliare.it

Una delle sette case più infestate del mondo è in Italia. Si trova nella frazione di Bindo, a Cortenova, nel cuore della Valsassina. Non basterebbero però i mitici Ghostbusters in questo caso, servirebbero banalmente diversi soldi per rimetterla in sesto e risollevare quella che comunque è una dimora storica per l’Italia.
Villa De Vecchi, meglio conosciuta come Casa Rossa dal colore che fu della sua facciata, fu costruita tra il 1854 e il 1857 dal conte Felice De Vecchi, nobiluomo che partecipò alle Cinque Giornate di Milano e fu uno dei maggiori protagonisti del Risorgimento italiano. Il patriota aveva un’estrema passione dell’Oriente che si rispecchiava perfettamente in quelli che furono gli interni affrescati (di cui oggi rimane molto poco) della dimora, la cui costruzione costò al conte 44.063 lire. Il parco che circonda la casa è bellissimo e misura oltre 130 mila metri quadrati. La casa è su due piani e ha un seminterrato dove erano le cucine. Il progetto prevedeva anche un terzo piano dove De Vecchi avrebbe voluto costruire un osservatorio astronomico. Nei primi anni del ‘900 il secondo piano crollò del tutto per una perdita d’acqua. Infatti il Conte aveva fatto costruire un impianto di riscaldamento davvero visionario che però non ha resistito all’abbandono.
Si dice che le leggende sui fantasmi siano cominciate con l’assassinio della moglie e la scomparsa della figlia del Conte De Vecchi, ma in realtà lui morì celibe lasciando la villa in eredità al fratello che la abbandonò. A occuparsene furono per anni i Negri, che vivevano nel parco, ma poi il custode trovò la moglie uccisa e si suicidò. Da lì le leggende sugli spettri si moltiplicarono a tal punto che negli anni ’20 la dimora fu scelta da Aleister Crowley, fondatore dell’occultismo contemporaneo, per un suo breve soggiorno. Da allora satanisti e appassionati vari la scelgono per riti satanici, orge e negli anni è stata protagonista di strani suicidi, il tutto chiaramente con il malcontento e la preoccupazione degli abitanti della zona che sorridono amaramente quando qualcuno riferisce di aver sentito per diverse notti un pianoforte che suonava dalla casa angoscianti musiche.
Ora la villa, un tempo maestosa, è pericolante ed è circondata da recinti di sicrurezza a causa di possibili crolli. La Sovrintendenza ha dettato dei vincoli molto stretti per il recupero, ma non ci sono soldi né dal Comune né dai proprietari. Si era sperato che una frana del 2002 la abbattesse gratis, ma i massi e il fango si sono arrestati (quasi per magia) a pochi metri dalla Casa Rossa. Servirebbe qualcuno di molto coraggioso, che non creda ai fantasmi e che sia disposto a investire nel recupero di una parte importante del patrimonio storico italiano.