mercoledì 4 dicembre 2013

Colliers: investimenti immobiliari in aumento nel 2014 - Spinta dagli Usa -casa24.ilsole24ore.com

Torna la fiducia tra gli investitori a livello mondiale e il 2014 dovrebbe vedere il numero di transazioni immobiliari in aumento. Secondo il Global investor sentiment realizzato da Colliers international sentendo oltre 520 importanti investitori, da quelli istituzionali ai private equity, la maggior parte degli operatori ha in previsione di aumentare il proprio portfolio, con una spinta particolare di quelli Usa. E tutti stanno risalendo la curva del rischio in cerca di rendimenti maggiori.
«A livello globale gli investitori stanno cercando di crescere, col 70% che pianifica espansioni del proprio portafoglio nei prossimi sei mesi. In generale, gli investitori esprimono ottimismo sulla possibilità di fare il loro ingresso nel mercato proprio in un momento così dinamico», spiega Tony Horrel, ceo di Colliers Gran Bretagan e Irlanda.
I criteri di investimento invece non varieranno molto rispetto a quest''nno, con i fondamentali degli immobili in cima alla graduatoria, seguiti dalla crescita economica e del tasso di rendimento. In leggero calo invece il rischio sovrano, segno che gli investitori sono più tranquilli sulla tenuta dei Paesi.
Le tendenze 2014
La maggior parte degli investimenti sarà ancora focalizzata nei mercati di origine degli investitori, con solo il 10% che punterà su quelli transfrontalieri e, anche in questo caso, la vicinanza culturale e geografica rappresenta un driver importante con il grosso degli investimenti che rimangono nella regione di partenza. L'attenzione continuerà poi a focalizzarsi sulle grandi metropoli come New York, Londra, Tokyo e Sidney, viste come porti sicuri. Per quanto riguarda le tipologie preferite al primo posto ci sono i palazzi di uffici ma queste variano molto da regione a regione, con Usa e Sud America che si concentreranno nell'industriale e nella logistica e i candesi che punteranno sui centri commerciali.
Anche la propensione al rischio e i ritorni desiderati variano su base geografica: il 65% degli intervistati in Asia aumentarà il grado di rischiosità, il 74% degli inglesi e il 50% degli statunitensi mentre lo faranno solo il 33% nell'area di Europa, Medio Oriente e e Africa.
Per quello che riguarda i rendimenti attesi invece europei e nord americani puntano al range tra il 5 e il 10%, al massimo il 15%, mentre in Asia a Sud America chi investe vuole rendimenti tra il 15 e il 20%, con il 32% degli asiatici che li cerca anche superiori a questa soglia. Per il 47% del campione, poi, i costi per indebitarsi sono destinati ad aumentare con il rallentamento del quantitative easing della Fed.
Flussi 2013
Lo studio di Colliers ha analizzato anche come si sono mossi i capitali nell'ultimo anno: è emerso che gli investitori hanno puntato ancora sulle città considerate porti sicuri. A livello macro l'Europa è la meta privilegiata con flussi, dall'inizio dell'anno di 20 miliardi di dollari dal nord America, 8,3 dal Medio Oriente e 9,2 dall'Asia. Mentre dall'Europa investimenti importanti si sono diretti solo verso gli Usa con 4,8 miliardi. Tra Asia e America investimenti quasi pareggiati, intorno ai 5 miliardi.
L'area Emea
Lo studio analizza la macro regione Europa, Medio Oriente e Africa dove le prospettive sono positive: quasi il 41% degli intervistati ha dichiarato che le condizioni del mercato degli investimenti immobiliari migliorerà nei prossimi 12 mesi in Europa occidentale, mentre solo per il 14% tenderà a peggiorare. Al contrario, c'è maggiore cautela nei confronti di Russia e Turchia da una parte e Medio oriente e Nord Africa dall'altra, 18% e 15% le rispettive aspettative di miglioramento. Per il 63% del panel, poi, gli investimenti dovrebbero crescere in Europa occidentale anche se in modo discontinuo perché nei mercati principali manca offerta di qualità e in quelli secondari i canoni sono stabili. Per lo studio le opportunità migliori saranno nelle "big six" tedesche e nei centri principali della Polonia, dove nuovi sviluppi sono necessari per la crescita economica.
Resto del mondo
In Asia il 70% degli investitori crede che l'attività del settore nel 2014 crescerà, per il 30% addirittura oltre il 10%,nonostante permangano dubbi sulla forza della ripresa e sul tasso di interesse che potrebbe salire a causa delle mosse della Fed. Un aiuto alle transazioni arriverà dalle aziende perchè la forte volatilità dei canoni fa sì che spesso queste decidano di comprare la sede invece di affittare.
Anche in Australia e Nuova Zelanda si respira ottimismo con il 60% degli investitori che prevede crescita, sulla scorta di un raddoppio dei volumi scambiati in Australia nei primi sei del 2013 rispetto a un anno prima.
Negli Stati Uniti addirittura il 92% degli intervistati ha detto che aumeterà il portoflio nei prossimi sei mesi, una previsione spinta dalla crescita dell'economia, soprattutto nei settori che più richiedono uffici.
L'america latina invece sta affrontando alcune difficoltà con il rallentamento di Brasile e Messico, le due maggiori economie dell'area, che fanno i conti anche con una certa incertezza politica, ma nonostante questo più del 50% crede che il mercato crescerà.