venerdì 6 dicembre 2013

Guido e Francesca: ognuno ha il proprio "luogo dell'anima". Il nostro è la Repubblica Dominicana. -di Giorgia Perbellini per www.luxuryandtourism.com



Oggi intervisto Guido e Francesca, una coppia italiana che ha scoperto la Repubblica Dominicana per caso durante un viaggio cinque anni fa. Da allora appena c'era disponibilità partivano alla volta di quello che per loro è il posto migliore del mondo. Fino a decidere, qualche mese fa, di trasferirsi.
Da quanto tempo vivete nella Repubblica Dominicana? Avete sempre vissuto in Italia prima o anche in altri paesi?

Ci siamo trasferiti definitivamente da 6 mesi. Sembra poco ma in realtà negli ultimi 5 anni abbiamo alternato la nostra vita tra la Repubblica Dominicana e l'Italia, dove abbiamo sempre vissuto.

Di cosa vi occupavate prima in Italia e di cosa vi occupate ora?

G: In Italia esercitavo la professione di commercialista, oggi invece mi occupo di affittare ville ai turisti che vengono qui a rilassarsi e godere di questo paradiso terrestre.
F: Io ho lavorato per diverse aziende sempre ricoprendo il ruolo di responsabile commerciale. Da quando ci siamo trasferiti invece sto cercando di realizzare quello che è sempre stato il mio sogno nel cassetto: aprire un'agenzia di organizzazione matrimoni. Diciamo che qui la location aiuta già molto...

Quali sono state le prime impressioni una volta arrivati e quali le difficoltà?

L'aspetto che ci è rimasto più impresso del primo viaggio, e che accomuna tutta l'America Latina, è il dislivello sociale col quale i cittadini sembrano convivere senza problemi. Nella stessa piazza si può trovare il ristorante di lusso per turisti stranieri e il piccolo bar per gli abitanti locali più poveri. La difficoltà inziale sta proprio nel rapportarsi con questa differenza evidente tra classi fino a farla diventare la quotidianità.

La decisione di trasferirvi è stata ponderata nel tempo o avete colto al volo un'occasione che vi si è presentata?

G: Io ho ponderato e riflettuto seriamente su questa decisione per anni, mentre Francesca ha fatto del mio desiderio di cambiare vita un'opportunità.

Qual è stato il vostro primo approccio col mondo del lavoro e quali sono le differenze più evidenti che si notano al confronto con l'Italia?

Il nostro approccio al lavoro è stato diverso rispetto a quello di tanti emigrati che all'inizio accettano qualsiasi occupazione. Abbiamo avuto la fortuna di poterci fermare per un periodo, appena arrivati: l’attività di affittare ville è decollata pian piano nel tempo così come l’organizzazione di matrimoni è frutto di lunghe riflessioni. Non avendo mai lavorato come dipendenti non conosciamo le differenze pratiche che si vivono sul luogo di lavoro, ma possiamo dirti che a primo impatto spiccano la carenza di servizi e, in alcuni settori, la mancanza di professionalità che contraddistingue noi europei.


Sembra che la Repubblica Dominicana sia in continua crescita economica, che non si senta crisi. E' davvero così?

L'economia locale è in crescita, ma la crisi si fa sentire indirettamente anche qui. Il Paese lavora moltissimo col turismo quindi se gli altri Stati non sono in ottima salute anche noi ne risentiamo. La gente del posto ci ha confermato che la differenza tra bassa e alta stagione è diventata più marcata perché con la crisi è diminuita la possibilità di muoversi durante l’anno.

Negli ultimi anni grazie all'iter burocratico rapido e alle zone franche che prevedono imposte minime, molti investitori stranieri sono approdati in terra dominicana. E' un aspetto che si nota nella vita di tutti i giorni? E' cambiato qualcosa nella quotidianità delle persone rispetto a qualche anno fa?

Si, le aziende che decidono di investire qui sono molte di più oggi rispetto a cinque anni fa. E lo si nota dagli esercizi commerciali che sono sorti e stanno sorgendo quali frutto di investimenti stranieri.

L'idea di tornare un giorno a vivere in Italia è possibile o l'avete esclusa?

Non abbiamo escluso nessuna scelta... Diciamo che in questo momento l'Italia non faceva più per noi ma rimane comunque un Paese bellissimo e soprattutto il nostro Paese. Non escludiamo la possibilità che un giorno le nostre esigenze possano cambiare tanto da condurci ad una nuova scelta di vita.

Che consiglio dareste a tutti coloro che vorrebbero fuggire in cerca di una vita migliore ma non trovano il coraggio di farlo?

Il nostro consiglio è di non fuggire presi dalla difficoltà del momento, ma di iniziare a sperimentare con piccoli viaggi nuove realtà. Solo così si potrà capire qual è il posto nel mondo dove, secondo i bisogni personali e le singole capacità, sarà possibile rendere la propria vita migliore.




di Giorgia Perbellini per LuxuryandTourism

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