domenica 1 dicembre 2013

Santo Domingo. Rotta verso Ovest - Repubblica.it



Quando si esce dall'aeroporto di Santo Domingo, in quella parte dell'antica isola di Quisqueya che oggi parla la lingua spagnola, gli autobus dei tour operator fanno rotta verso gli alberghi "tutto incluso" di La Romana, Casa di Campo, Punta Cana o Bavaro Beach.

La strada del sud ovest la imboccano invece in pochi. Chi ha voglia di uscire dagli schemi del turismo convenzionale viene comunque ripagato. Le sorprese iniziano a Bajos de Haina, il porto industriale della capitale dove, tra fabbriche funzionanti e abbandonate, si ammira uno dei più antichi ingenios azucareros di America Latina. Si tratta di uno stabilimento per la produzione dello zucchero edificato nel 1600 dai coloni spagnoli e attivo sino all'inizio del secolo.   Proseguendo verso la cittadina di Pedernales, posta sulla frontiera haitiana, si entra nella provincia di San Cristobal, con le sue lunghe spiagge di sabbia bianca, praticamente sconosciute al turismo internazionale e prive di grandi alberghi o resort. Le località balneari di Najayo, Palenque, Las Salinas e Palmar de Ochoa continuano così ad ospitare solo le gite  dei dominicani alla ricerca di un po' di brezza marina. Le colline, in gran parte disboscate, che si affacciano sulle acque turchesi conservano nelle loro viscere ancora intatto il segreto dellarimar, una rara pietra dura di colore azzurro simile al turchese i cui unici giacimenti conosciuti si trovano solo qui.

Poco più avanti si incontra Barahona, con l'ampia baia che bagna alcune tra le più belle spiagge della Repubblica Dominicana, tra cui San Rafael, Paraíso e Los Patos.  Proseguendo verso il confine haitiano ecco le miniere di alluminio  abbandonate di Cabo Rojo e la splendida Bahia de las Aguilas, la più bella spiaggia di tutta l'isola caraibica. La zona è stata dichiarata parco nazionale ed è raggiungibile anche in barca, partendo dalla vicina cittadina di Pedernales, o in veicolo fuoristrada.

La baia, completamente disabitata, è lunga una dozzina di chilometri ed è popolata da famiglie di docili iguane e numerose colonie di uccelli, mentre nel mare non è difficile incontrare maestose tartarughe marine e decine di altri coloratissimi pesci tropicali. Sotto le zampe delle placide iguana al passeggio, la leggenda vuole si celino i tesori del pirata Cofresi, fatto prigioniero e poi fucilato a Puerto Rico nel 1826, dopo anni di scorribande. E dal mare pescoso di Pedernales provengono  le aragoste e i gamberoni serviti nei ristoranti di alberghi e villaggi turistici di quasi tutto il paese. Infatti  qui si mangiano freschissimi e a prezzi molto più contenuti.

Le acque del vicino Lago Enriquillo, il più grande di tutte le Antille, sono invece popolate da numerosissimi caimani che, insieme alle iguane, si sono adattati a vivere in queste acque verdi-grigiastre, con la superficie quasi sempre agitata dal vento e molto più salate di quelle del mar dei Caraibi.  Una gita al Parque nacional Isla Cabritos, ovvero all'isola posta nel centro del lago, permette invece di ammirare 100 diverse specie vegetali (tra cui diversi cactus) e 60 uccelli stanziali e migratori, tra i quali fenicotteri rosa, cù-cù e coloratissimi colibrì. (28 novembre 2013)