martedì 7 maggio 2013

Come cambierà l’Imu? a cura di rosaria talarico lastampa.it

Come cambierà l’Imu?

a cura di rosaria talarico
ROMA

Che cos’è l’Imu?
Imu è l’acronimo di Imposta municipale unica, è l’imposta su immobili e terreni che ha sostituito l’Ici.

Qual è la differenza con l’Ici?
La principale è che l’Imu, dopo l’ultima riforma introdotta da Monti, va pagata anche sulla prima casa di proprietà, quella in cui si vive.

Chi deve pagare l’Imu?
Sono tenuti al pagamento dell’imposta tutti i proprietari di immobili, inclusi i terreni e le aree edificabili, destinati a qualsiasi uso. Presupposto per il pagamento dell’Imu è il possesso degli immobili già soggetti all’Ici (fabbricati, aree edificabili, terreni agricoli). A differenza dell’Ici, anche i fabbricati rurali ad uso strumentale (cioè utilizzati per l’attività dell’impresa agricola) finiscono nel calderone, anche se ci sono eccezioni per chi rientra in questa categoria.

Quanto ha incassato complessivamente lo Stato nel 2012 dal pagamento dell’Imu?
Il gettito totale è stato di 23,7 miliardi. La quota di maggior gettito derivante dalle aliquote maggiorate fissate dai Comuni è stata di 3,8 miliardi. Al netto della quota derivante dalle manovre comunali, quindi, i dati provvisori indicano un gettito Imu “ad aliquota standard” di circa 19,9 miliardi.

Quanti Comuni hanno deciso di ritoccare le aliquote?
Secondo il ministero dell’Economia, il 17,8% dei Comuni ha aumentato l’aliquota Imu fino ad un punto, mentre il 7,5% ha elevato l’aliquota di 2 punti. Oltre un quarto del gettito derivante dall’aumento delle aliquote dei Comuni proviene da cinque città: Roma, Milano, Torino, Genova e Napoli. Gli importi medi vanno dai 917 euro di Roma ai 585 euro di Napoli.

Entro quando bisogna pagare l’Imu?
La scadenza per il pagamento della prima rata sarebbe fissata per il 17 giugno. Ma è quasi certo che il governo con un decreto opterà per una sospensione del pagamento (si badi bene: sospensione e non abolizione). Dovrebbe essere sospeso il pagamento della prima rata sull’abitazione principale. Un intervento che vale circa due miliardi di euro, pari al 50% del gettito complessivo dell’imposta sulla prima casa.

Chi beneficerà della sospensione?
Si calcola che la sospensione riguarderà 20 milioni di appartamenti in cui vivono 45 milioni di abitanti. Oltre la metà degli immobili interessati è localizzata nel Nord, dove infatti la fibrillazione dei sindaci è maggiore a causa del blocco di liquidità nelle casse comunali (se non compensato attraverso trasferimenti da parte dello Stato).

Quanto costerebbe l’esenzione totale dal pagamento per le prime case?
La cifra è intorno ai quattro miliardi di euro per il 2013. Se poi si dovesse restituire quanto pagato dai contribuenti lo scorso anno, si arriverebbe a otto miliardi (ipotesi al momento impraticabile per via della mancata copertura finanziaria).

Quanti soldi mancherebbero dalle casse dei Comuni in caso di congelamento dei versamenti Imu?
Per Milano si tratta di 70 milioni di euro, ben 283 milioni per Roma e 85 milioni a Torino.

Per compensare il minor gettito derivante dall’abolizione di quello sulla prima casa potrebbero essere tassate maggiormente le seconde?
Al momento si possono fare solo ipotesi, perché il governo non ha ancora deciso. Ma un’ipotesi allo studio prevede di aumentare progressivamente le aliquote sulle terze e quarte case, che oggi pagano come le seconde.

Si sente parlare di tassa Ics, di che si tratta?
È una delle possibili evoluzioni dell’attuale imposta. Ics sta per «Imposta casa e servizi», si ispira al modello tedesco e dal 2014 potrebbe sostituire Imu, Tares, imposta di registro e addizionale comunale Irpef. Potrebbe essere pagata anche da chi affitta e penalizzerebbe di più chi possiede case di lusso. All’idea lavorano diversi esperti su input del premier Letta, che nell’intervento di insediamento alle Camere aveva parlato di una revisione della tasse sulla casa per agevolare le famiglie più numerose e a basso reddito.

Rispetto agli altri Paesi come si colloca l’Italia sulla tassazione degli immobili?
Con l’Imu il peso del prelievo sugli immobili in Italia oggi è sopra la media Ocse (1,1% del Pil) all’1,5%. Fino al 2011, dopo l’abolizione nel 2009 dell’Ici, l’Italia era invece il Paese con la più bassa tassazione della proprietà. Rielaborando i dati Ocse e del ministero dell’Economia, la Fondazione Hume calcola che l’Italia resta comunque sotto il livello di tassazione in vigore in Regno Unito (3,5%), Canada e Usa (circa il 3%), Francia (2,5%), ma chiede più di quanto previsto in Spagna (0,94%) e Germania (0,45%).