giovedì 23 gennaio 2014

Cambiano i gusti degli stranieri che comprano in Italia: meno Toscana, più laghi -casa24.ilsole24ore.com

Anita ha scelto le Langhe per lasciare la Germania e reinventarsi una vita in Italia, Sigrid ha aspettato la pensione per comprare casa in Toscana e toccare con mano il lifestyle italiano, tanto noto nel mondo. Sono solo due esempi che inquadrano il trend del mercato della seconda casa: in crisi per la domanda interna (gli italiani preferiscono comprare oltre frontiera, 42.300 le unità acquistate nel 2013), in parte ricompensata dalle richieste straniere. Tra i driver anche l'opportunità di fare affari visto il calo delle quotazioni.
Il mattone italiano piace soprattutto ai tedeschi che nel 2013 hanno rappresentato il 43% degli acquisti nella stima a consuntivo dell'anno di Scenari Immobiliari. Sempre in aumento i russi con una quota di mercato che è il 14% del totale, parimerito con gli inglesi, che però nel 2005 erano pari al 38%. I russi, dopo aver colonizzato intere aree come la Versilia e la Sardegna, hanno messo gli occhi sul lago di Como e su Venezia, terreno di conquista anche di nuovi compratori in arrivo dall'Asia, indiani e indonesiani in testa.
Rispetto al 2005, anno di inizio dell'analisi di Scenari Immobiliari, il numero di acquirenti esteri è aumentato del 70%, mentre gli investimenti sono più che triplicati fino a 2,5 miliardi di euro. Il profilo del cliente è cambiato dal ricco compratore che cercava casali, castelli o appartamenti di lusso all'attuale acquirente che cerca una casa bella dove trascorrere la pensione o un lungo periodo della vita.
Cambiano anche le mete: sempre meno gettonata la Toscana, destinazione che ha perso la metà degli estimatori dal 2005 a oggi (passando dal 30% al 17%), mentre nello stesso periodo sono esplose Puglia e Marche, che oggi assorbono rispettivamente il 21% e il 13% del totale degli acquisti. «In Toscana si è comperato molto in passato – dice Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari– e l'offerta è poca e cara. Qui c'è anche la concorrenza degli italiani, che comprano nei borghi e in campagna». «Non sono d'accordo nel definire la Toscana in crisi – dice Bill Thomson, direttore generale di Knight Frank in Italia –. Vediamo un forte incremento del numero dei visitatori al sito, richiesta di informazioni e visite in loco. A oggi stiamo trattando seriamente alcuni oggetti di pregio, molti proprio in Toscana, - per 30 milioni di euro complessivi - oggetti che un anno fa non avrebbero trovato interlocutori. Adesso la percezione all'estero è che conviene investire. Manca solo una maggiore stabilità politica».
Rispetto al 2005, l'investimento medio è passato da circa 240mila euro a 500mila euro, a cui vanno aggiunti spesso i costi di ristrutturazione. Un budget che potrebbe aumentare nei prossimi anni perché l'Italia non è più considerata una meta "popolare", ma ricercata tanto da essere assimilata alla Francia o alla campagna inglese.
Al singolo acquisto si affiancano, poi, vere e proprie iniziative immobiliari di recupero di borghi per stranieri, pensate e sostenute dall'estero. L'acquisto immobiliare da parte di stranieri non va letto come operazione spot in cui il nostro Paese si trova anche a vendere oggetti di pregio, ma va vista invece come un'opportunità per attirare in Italia capitali esteri e nuovi turisti, che spesso si fermano a lungo nel nostro Paese investendo qui una forte capacità di spesa anche in shopping e in mantenimento di personale di servizio. Per questo motivo sarebbe importante una politica più attenta anche da parte di chi supervisiona il turismo per rendere alcune delle nostre mete più importanti sempre appealing. Per esempio l'obiettivo di allungare la stagione in Sardegna, finora fallito, dovrebbe essere la priorità di tutti nell'isola e non l'interesse di pochi. E anche fare sistema e vendere il nostro Paese all'estero nella sua totalità dovrebbe essere una delle priorità, oggi che l'Expo 2015 è alle porte.
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