lunedì 20 gennaio 2014

Londra supera New York per investimenti immobiliari esteri -a-realestate.it

Londra meglio di New York, per gli stranieri che vogliono investire in proprieta' immobiliari. E' quanto emerge da un'analisi della Association of Foreign Investors in Real Estate (Afire), che vede la capitale britannica scalzare la grande mela relegata al secondo posto rispetto alla stessa classifica stilata lo scorso anno. A seguire San Francisco, Houston e Los Angeles.    
Un fenomeno che riguarda in particolare il mercato di fascia alta che a Londra e' considerato 'a prova di recessione'. Questo nonostante i timori di una bolla immobiliare sollevati da piu' parti e al centro di un acceso dibattito in Gran Bretagna, dove c'e' chi punta il dito proprio contro l'ininterrotto flusso di capitali che continua a riversarsi sul mercato immobiliare. Per non parlare del timore di snaturare il centro di Londra, rendendolo sempre meno accessibile alla classe media costretta a cercare casa altrove.   
I prezzi in effetti sono alle stelle: secondo i dati diffusi da uno dei principali operatori immobiliari britannici, Savills, gli investimenti stranieri per proprieta' immobiliari a Londra sono stati pari a sette miliardi nel solo 2013. L'ufficio nazionale di statistiche ha inoltre calcolato un aumento dei prezzi pari al 12% sull'anno ad ottobre 2013. Solo ad agosto si era registrata un'impennata del 9% nella capitale, mentre nel resto del Paese si calcolava un aumento del 2% in media.    
Un nuovo campanello d'allarme per il governo quindi che, pur non disdegnando i vantaggi della formidabile attrattiva di cui 'Londra citta' globale' e' capace, deve fare i conti con le accuse di non operarsi abbastanza per scongiurare il rischio che il modello risulti insostenibile con il timore di un catastrifico boomerang. A questo scopo il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, nel suo discorso d'autunno ha annunciato che dall'aprile 2015 (un mese primna delle elezioni) il governo imporra' la tassa sul capital gain per gli investitori stranieri nella vendita nel Paese di immobili che non siano la loro residenza principale. ''Non e'giusto - ha detto Osborne presentando il provvedimento in Parlamento a dicembre - che coloro che vivono in questo Paese paghino la tassa sul capital gain quando vendono una casa che non e' la loro residenza ( tra il 18% e il 28% ndr), mentre chi non vive qui non deve farlo''.

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