martedì 21 gennaio 2014

Maxi-evasione di Angiola Armellini, 1.243 immobili 'sconosciuti' al fisco -agi.it

E' Angiola Armellini l'imprenditrice denunciata alla procura di Roma assieme ad altre undici persone per associazione per delinquere finalizzata all'evasione fiscale: secondo gli accertamenti svolti dal pm Paolo Ielo, sono riconducibili alla donna i 1243 immobili, quasi tutti nella Capitale e non dichiarati al fisco. Angiola Armellini e' figlia di Renato, il 'palazzinaro' romano diventato celebre negli anni del 'boom' economico, stroncato da un malore nell'estate del '93 mentre nuotava a pochi metri dalla riva all'Argentario. A lei sono riconducibili 1.243 immobili ubicati prevalentemente nella capitale, sebbene intestati a varie societa' estere. Ammontano invece a oltre 2,1 miliardi di euro le disponibilita' patrimoniali all'estero (tra partecipazioni societarie e attivita' finanziarie) non dichiarate al fisco a partire dal 2003. E' inoltre di 190 milioni di euro, nello stesso periodo, l'evasione fiscale contestata. Questi i numeri dell'operazione "All Blacks", diretta dalla Procura della Repubblica di Roma e svolta dai finanzieri del comando provinciale della Guardia di finanza della capitale, nei confronti di una imprenditrice romana, "figlia di un noto costruttore della citta'", come ha precisato il generale Ivano Maccari, comandante provinciale della Gdf, durante una conferenza stampa in Campidoglio. 
L'imprenditrice romana indagata risiede di fatto in un lussuoso appartamento (attico e superattico) nel centro di Roma, non classificato come abitazione civile. Dall'inizio degli anni Novanta aveva ideato un'articolata struttura societaria, riferibile a proprie persone di fiducia, per schermare l'effettiva disponibilita' di ingenti capitali all'estero: Lussembugo, Svizzera, Nuova Zelanda, Jersey, Bahamas e Principato di Monaco dove aveva spostato, solo formalmente, la propria residenza nel 1999. Le 1243 unita' immobiliari a lei riconducibili sono costituite da tre alberghi e da appartamenti ubicati quasi totalmente nella capitale, "in particolare tra Ostia e il centro storico", riferisce il tenente colonnello della Gdf di Roma Paolo Borrelli. L'indagine ha dimostrato l'effettiva e costante residenza a Roma dell'imprenditrice, cui e' stata contestata la mancata dichiarazione di disponibilita' estere, in violazione alle disposizioni sul cosiddetto 'monitoraggio fiscale' per un valore complessivo (a partire dal 2003) di oltre 2,1 miliardi di euro. Ai fini delle imposte dirette, l'omessa dichiarazione di ricavi ammonta invece a circa 190 milioni di euro, "i cui 80 milioni riferibili alla persona fisica e il resto alle societa'", ha precisato ancora il tenente colonnello Borrelli.
Quanto alla struttura societaria messa in piedi dall'indagata, sono stati disarticolati due trust e disconosciuti gli effetti di dieci scudi fiscali presentati nel 2009. Sul piano penale, l'imprenditrice e' stata deferita alla Procura della Repubblica di Roma insieme ad altre undici persone, tra le quali spiccano alcuni consulenti italiani ed esteri, per associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale. Infine, le attivita' investigative hanno anche permesso di riscontrare il sistematico mancato versamento di tributi locali (Ici e Imu) per alcuni milioni di euro, connessi al vasto patrimonio immobiliare, quello che il generale Maccani definisce "un tesoro a molti zeri per le casse di Roma Capitale". 
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