domenica 18 agosto 2013

Indianapolis, se lo stadio diventa un condominio - corriere.it


l vecchio impianto della squadra di Baseball è stato riconvertito
a uso residenziale:per rilanciare la zona, finora depressa

INDIANAPOLIS - Per certi tifosi lo stadio è la seconda casa solo perché, tecnicamente, non può essere la prima. A Indianapolis hanno risolto l'inconveniente con gli Stadium Lofts, un complesso di 138 appartamenti ricavati dalla ristrutturazione del vecchio Bush Stadium. L'impianto, costruito nel 1931 alla periferia ovest della città, era inutilizzato dal 1996, quando gli Indians (che giocano in Triple A, una specie di serie B del baseball Usa) si trasferirono nel più moderno Victory Field a downtown. Il Bush Stadium, sulla 16ma strada, a metà fra il centro e il famoso circuito automobilistico, in una zona industriale dalla pessima reputazione vicino al White River, stava marcendo senza un progetto, abbandonato a se stesso e usato, al massimo, come parcheggio. Finché non è venuta l'idea, la prima di questo genere negli States: la riconversione residenziale.  

CONSERVAZIONE - Con un progetto da 13 milioni di dollari (di cui 3.5 a carico del Comune e 1.5 aggiunti dallo stato dell'Indiana), il piano è partito. L'intento principale, come sempre, era fare business. Però, con un plus "ideologico" importante: conservare intatto lo spirito del vecchio impianto. «Il nostro motto è: non combattere l'edificio - spiega Michael Cox, della Core Redevelopment, l'impresa che sta realizzando l'opera  -. Se lo guardate da fuori, è difficile vedere differenze rispetto a prima, quando era uno stadio». E in effetti è così: la volumetria della vecchia tribuna è inalterata; i pali dell'illuminazione sono al loro posto; la facciata art decò all'ingresso principale è rimasta intatta; in mezzo il campo, perfettamente tenuto, è come quello di prima (chi si affaccia dal balcone è come se stesse in uno skybox allo stadio, solo senza partita...); in attesa che sorga la seconda parte del complesso, sull'esterno del field c'è ancora il vecchio tabellone di gioco. E i prezzi? Per un appartamento da 150 metri quadri si pagano 970 euro al mese di affitto, per uno di 54 se ne pagano 450. Una cinquantina sono già stati presi e proprio in questi giorni stanno entrando i primi inquilini: se ti fermi lungo la 16ma puoi già vedere gente che entra con i sacchetti della spesa, mette fiori sul balcone, si beve un drink guardando il diamante di gioco. Vita quotidiana che rinasce.  
COME A LONDRA - L'operazione - anche se a un livello estetico molto più basso - è identica a quella compiuta a Londra con Highbury Square, il complesso residenziale ricavato dal vecchio Highbury Stadium, abbandonato dall'Arsenal nel 2006 quando decise di costruire, poche centinaia di metri più in là, l'Emirates Stadium, megaimpianto impersonale, però più moderno, più grande e con maggiori fonti di guadagno del piccolo antenato. Il vecchio, magnifico stadio - sorto nel 1913, uno dei più famosi e suggestivi del mondo, anch'esso con la straordinaria facciata art decò dell'East Stand conservata intatta - è diventato dal 2009 un elegante complesso dai prezzi molto londinesi, cioè quasi inaccessibili. La differenza con il Bush Stadium - a parte che la diversità fra Londra e Indianapolis è persino maggiore di quella che c'è fra un club di Premier League e uno di serie B del baseball - è che là il campo di calcio non c'è più, riconvertito in un giardino elegante ma freddo, dove il riferimento al football sta solo in alcune scritte in memoria sulle panchine.  
ESEMPIO - Come a Londra Nord Highbury Square ha avviato il rilancio della zona popolare di Islington, così a Indianapolis sperano che gli Stadium Lofts facciano lo stesso in questa area depressa. L'obiettivo del Comune è avviare un polo per l'industria e la ricerca scientifica, vista la vicinanza con l'ospedale e l'università. Per il momento i lavori sono ancora molto in corso e l'impatto del progetto sulla città si potrà valutare solo fra qualche anno, anche se qualcosa sta già succedendo: l'organizzazione non profit People for Urban Progress, per esempio, ristrutturerà e riallocherà i 9mila seggiolini dello stadio in città, al servizio della comunità, per esempio nelle fermate degli autobus. Comunque andrà, la forza simbolica dell'iniziativa - tra guadagno, innovazione urbanistica e salvaguardia della tradizione - rimane. Magari, se una legge per gli stadi partirà mai, potrebbe anche essere un esempio da seguire quando l'Italia deciderà di affrontare il problema dei suoi impianti vecchi e fuori tempo: sapendo che ci si può guadagnare, forse sarà più facile sbarazzarsene per costruirne di nuovi. E entrare finalmente nella modernità.