lunedì 8 luglio 2013

La roadmap di Zanonato, ridurre Imu prima casa e immobili aziende (AGI)



(AGI) - Roma, 8 lug. - Ridurre l'Imu sulla prima casa delle famiglie e sulle imprese. Il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, ritorna sul tema che divide il governo.
  Bisogna "evitare l'incremento di un punto Iva e ridurre l'Imu sulla prima casa delle famiglie, sugli immobili strumentali delle aziende, sui capannoni la 'prima casa' delle aziende", ribadisce e avverte: e' necessario "togliere la pressione fiscale dove l'effetto moltiplicatore e' il massimo". Piu' in generale sulla crisi Zanonato ritiene che "si vedono i primi segnali incoraggianti di ripresa per il Paese e le imprese in qualche recupero della produzione, anche se bisogna intensificare piu' sforzi per aumentare la crescita". "La nostra economia - aggiunge - e' giunta ad un punto delicato da cui ogni ulteriore scivolamento metterebbe in serio repentaglio il nostro benessere e la tenuta sociale del tessuto del nostro Paese". Per il ministro bisogna superare "la monocultura del rigore, quando non e' associata ad altro".
  Intanto il presidente degli industriali Giorgio Squinzi ha invitato a cena per domani sera i vertici del Parlamento.
  L'incontro tra Squinzi, i presidenti di Camera e Senato e i presidenti delle Commissioni, si terra' presso la foresteria di Confindustria in via Veneto a Roma. "Incontreremo i presidenti anche per far passare i messaggi della nostra visione su tutte le situazioni, sono tantissime, che dobbiamo affrontare nei prossimi mesi", spiega Squinzi. "Sara' un dialogo, - aggiunge - come e' noto la mia e' una Confindustria che dialoga, che ne' urla, ne' impone. Noi vogliamo dialogare".
  Il numero uno degli industriali sottolinea poi che "aggrapparsi a un precario presente in attesa del ritorno del passato e' un comportamento suicida". Rivolgendosi alla platea degli imprenditori torinesi Squinzi parla della necessita' di "un cambio di passo e di cultura se non si vuole rischiare di essere estromessi dalla competizione economica internazionale".
  "In questi due mesi del Governo Letta alcuni risultati, anche se ancora timidi, li abbiamo visti e apprezzati. Il decreto del fare, il provvedimento sul lavoro, la semplificazione, la nuova Sabatini sono buoni segnali. Non risolutivi, da incoraggiare". Squinzi infine riconosce al Governo Letta che "in questi due mesi alcuni risultati, anche se ancora timidi, li abbiamo visti e apprezzati. Il decreto del fare, il provvedimento sul lavoro, la semplificazione, la nuova Sabatini sono buoni segnali. Non risolutivi, da incoraggiare".
  "Occorre ora - aggiunge - uno scatto di orgoglio e di proposta.
  Crediamo che il semestre europeo italiano, nel 2014, debba essere consacrato all'obiettivo di ritrovare il 20% del Pil prodotto dall'industria".