venerdì 12 luglio 2013

Rivoluzione urbanistica, basta bidonville Gli immobili privati in stato d’abbandono - a Milano sono 271 -potranno essere utilizzati per funzioni pubbliche - corriere.it

Lasci un edificio abbandonato e in preda al degrado per cinque anni? Interviene il Comune. Prima ti diffida a eseguire gli interventi di ripristino e messa in sicurezza. Poi, se non li fai, interviene direttamente e ti manda il conto a casa con relativa sanzione. Nel frattempo, nelle more, Palazzo Marino, se lo ritiene opportuno, «potrà attribuire a tali beni una destinazione pubblica o recuperare le aree». In altre parole, Palazzo Marino si riserva la possibilità di destinare quel determinato edificio ad edilizia sociale o a qualche altra funzione che non è presente in quella zona della città, rimanendo salva la proprietà privata.
A MILANO SONO 271 - Fino a quando il proprietario non salderà i conti. Non si tratta di poca cosa visto che gli edifici abbandonati a Milano sono 271. Una bidonville dalle dimensioni di un paese nemmeno tanto piccolo. Se la norma dovesse passare (e non è detto, vista la portata dell'intervento) rappresenterà un incentivo radicale per modificare in positivo la faccia della città. Al via la rivoluzione dell'Urbanistica. Giovedì, il vicesindaco e assessore Ada Lucia De Cesaris ha presentato le linee guida del nuovo Regolamento edilizio. L'ultima versione risale al 1999. E da giovedì è partito il lungo iter (giunta, commissioni, consiglio, osservazioni, approvazione) che, integrando e rivedendo norme e regole del costruire, porterà all'adozione del regolamento. Tante le novità inserite nel testo: dagli incentivi volumetrici per chi costruisce green, alla possibilità di rendere abitabili alcuni seminterrati, passando per l'eliminazione delle barriere architettoniche.
SALE GIOCHI - Ma il Regolamento contiene anche un altro importante divieto. Su un argomento all'ordine del giorno in tutte le grandi città. Il divieto di aprire sale gioco a meno di 200 metri da «scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, edifici e locali di aggregazione giovanile, parchi gioco, caserme, chiese e luoghi di culto, ospedali, cliniche, residenze per anziani e luoghi di cura, luoghi di particolare valore civico e culturale quali musei e sedi di associazioni e di volontariato che si dedicano alla pubblica assistenza». Il divieto si estende anche a quegli edifici «che ospitino funzioni residenziali» e palazzi vincolati.
CORTILI E BICICLETTE - Passiamo a un altro tema molto sentito dai milanesi. I cortili e le biciclette: «Nei cortili delle nuove costruzioni devono essere individuati spazi idonei per il parcheggio delle biciclette di chi abita o lavora nella misura maggiore tra almeno un posto bici ogni unità immobiliare e un posto bici ogni 100 mq di slp, superficie lorda di pavimentazione». Inserito anche l'invito di favorire «nei cortili, così come nei giardini e nelle aree scoperte delle abitazioni private», il gioco dei bambini, fatte salve le fasce orarie di tutela della quiete e del riposo stabilite dai regolamenti condominiali».
Nuove norme anche per quanto riguarda la dimensione minima degli alloggi: si scende da 30 a 28 metri quadrati. Ridotte anche le dimensioni minime delle camere a un posto letto (8 metri) e a due posti letto (12 metri). Introduce una superficie utile minima di 17 mq per il soggiorno con spazio di cottura. Invece i bagni non avranno superfici utili minime ma dimensioni adatte ad ospitare complessivamente la dotazione minima di apparecchi sanitari. Questo permetterà di recuperare tanti alloggi Aler e del Comune che adesso sono fuori legge perché al di sotto degli standard di abitabilità.
SICUREZZA - Altra novità che riguarda la sicurezza. Tutti i fabbricati, entro 30 anni dalla data di collaudo delle strutture dovranno essere sottoposti a una verifica di idoneità statica ogni 15 anni. Chi si ritrova con un edificio il cui collaudo risale a più di 30 anni fa dovrà provvedere alla verifica. Se non lo fa viene meno l'agibilità dell'edificio o delle parti non certificate. «Ora ascolteremo la città - spiega la De Cesaris - parte un periodo di confronto per trovare un percorso condiviso. Abbiamo posto attenzione ai problemi principali della città».